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mercoledì 29 marzo 2017

Intervista ai curatori di Conversazioni Artistiche


Riprendo dopo un po di tempo l'ormai celebre rubrica del blog dedicata agli art blogger: "c'è arte nella blogosfera". Oggi conosceremo un gruppo di studenti che si occupa della gestione di un'associazione culturale e di un blog ad essa connesso. Partiamo quindi con l'intervista.
Vorrei che per cominciare vi presentaste, chi siete, quali studi fate o avete fatto, quando e perchè avete iniziato a scrivere il blog, e qual è lo scopo, la missione, il fine che vi siete prefissati diventando blogger.

domenica 26 marzo 2017

L'Ara Pacis


L’Ara Pacis è un altare maestoso che fu consacrato all’imperatore Augusto, ed è emblematico della politica e dell’ideologia augustea nonché dell’arte del tempo finalizzata, specie in questo caso, alla consacrazione del potere. Contemporaneamente, risulta essere omaggio al princeps, suo sacerdote e sommo artefice di quella pace così attesa e desiderata tanto da essere divinizzata.
È interamente in marmo e si compone di un recinto rettangolare avente due grandi porte nei lati lunghi: una sulla via Flaminia e l’altra sul Campo Marzio. Collocato su un podio, vi si accede mediante la scalinata posta sul davanti. L’interno è sopraelevato da tre gradini su tutti e quattro e lati; inoltre, vi sono altri cinque gradini che consentivano al sacerdote di raggiungere il piano orizzontale ove si celebrava il sacrificio.

giovedì 23 marzo 2017

Il primo rinascimento, tra continuità e rinnovamento


Il fenomeno artistico chiamato "rinascimento", che si espanderà nel corso del Quattrocento in tutta Italia, conobbe la propria nascita a Firenze. Non dobbiamo però pensare che da un giorno all'altro il linguaggio artistico cambiò improvvisamente, ma anzi si trattò di un procedimento graduale. Durante la prima stagione del rinascimento ci fu quindi una convivenza di elementi tardogotici e di nuovi canoni rinascimentali. In questa fase, nella prima metà del '400, Masaccio, Brunelleschi e Donatello saranno un po' gli apripista per tutta la stagione successiva.

lunedì 20 marzo 2017

Victorine Meurent, la musa dai capelli rossi


Il modello di bellezza femminile maggiormente riconoscibile del XIX secolo è sicuramente incarnato da Victorine Meurent. Lei posò per la celebre Olimpia e per la Colazione sull'erba di Manet, due opere che scandalizzarono e sconvolsero il mondo dell'arte. Poco si sa sulla vita di Victorine, ma ciò non ha fermato la fantasia di studiosi e storici. Per anni si pensò che fosse una prostituta, morta giovane, annegata nell'alcool. Alla fine del XX secolo però gli studiosi hanno scoperto che visse fino all'età di 83 anni, spendendo gran parte della sua vita in modo produttivo, come pittrice. Anche così comunque i dettagli sono molto scarsi e possiamo dire che la donna che ha contribuito a ispirare alcune delle immagini più iconiche del XIX secolo rimane ad oggi una figura sfuggente.

venerdì 17 marzo 2017

Arnold Bocklin

Arnold Böcklin,Autoritratto con la morte che suona il violino
Arnold Böcklin nacque il 16 ottobre 1827, a Basilea, in Svizzera. Il suo periodo di apprendistato, che durò fino al 1850, lo vide studente dell’Accademia di belle arti di Düsseldorf sotto la guida di Johann Wilhelm Schirmer, esponente del Romanticismo tedesco, e nel 1848 a Parigi dove ebbe l’opportunità di entrare in contatto con l’opera di Corot, Delacroix e Couture. Nel 1850 Böcklin trovò una forte e nuova ispirazione a Roma, nel mondo antico e nella miologia classica: ecco che i suoi dipinti vennero inondati dalla calda luce del sole italiano, dalla rigogliosa vegetazione del sud, dalla luce brillante della campagna romana e dalle antiche rovine con pastori solitari, ninfe e centauri.

martedì 14 marzo 2017

Canaletto e la conquista della luce


Antonio Canal, poi conosciuto come Canaletto, nacque a Venezia nel 1697 in una famiglia legata a filo doppio con l’arte. Era infatti figlio di Bernardo, pittore di scenografie teatrali, che fece iniziare la carriera di Antonio come scenografo. Ma il carattere di Canaletto lo spinse abbastanza presto ad allontanarsi gradualmente da un genere esclusivamente decorativo. L’artista infatti cominciò a interessarsi alla pittura di cosiddetti "capricci" e cioè paesaggi di fantasia caratterizzati dalla presenza di rovine classiche con colonne, capitelli e statue. A questo tipo di genere artistico si erano già dedicati altri pittori a Venezia come Carlevarijs e Marco Ricci.