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lunedì 16 giugno 2014

Intervista a Cristina Malvezzi del blog "Athenae Noctua"


Prosegue la nostra carrellata di blogger art-friendly. Oggi parliamo con Cristina Malvezzi, curatrice del blog "Athenae Noctua".
Vorrei che per cominciare ti presentassi Cristina: chi sei, quali studi fai o hai fatto, quando e perché hai iniziato a scrivere il blog, e qual è lo scopo, la missione, il fine che ti sei prefissato/a diventando blogger.

Innanzitutto un caro saluto a tutti gli Art’esploratori! Mi chiamo Cristina e vivo da sempre nella provincia di Verona; dopo la maturità classica ho inseguito la mia passione per le materie umanistiche iscrivendomi alla facoltà di Lettere e Filosofia con specializzazione in Filologia (sempre classica!). Proprio da questa mia grande passione per la letteratura, l’arte e la cultura in ogni sua espressione è nata, complice la grande disponibilità di tempo fra il termine degli studi e l’inizio del lavoro, l’idea di aprire il blog Athenae Noctua: volevo che fosse l’occasione per raccontare agli altri ciò che ho imparato studiando o, semplicemente, informandomi sulle materie di mio interesse, ma, soprattutto, ho pensato ad uno spazio per il confronto e lo scambio di conoscenze e idee culturali.

Qual è il tuo rapporto, il tuo approccio con il luogo per eccellenza che custodisce le opere d'arte, cioè il museo: sei più da "turistodromo" o preferisci piccoli musei poco frequentati e quale ti sentiresti di consigliare ai lettori di Art'esplorando?

In generale non amo i luoghi troppo affollati, per cui, nonostante ritenga le grandi gallerie tappe irrinunciabili delle mie visite nelle città d’arte, le migliori esperienze di fruizione museale si legano per me ai circuiti e ai musei più piccoli, oppure a quelli grandi ma in occasioni di scarsa affluenza, perché, di fronte alle opere d’arte, voglio avere lo spazio e il tempo di ammirarle come si deve; per esempio, ho apprezzato molto di più la lunga e tranquilla permanenza nelle sale del Louvre durante una gita scolastica in una fredda settimana di marzo che le sgomitate ai Musei Vaticani in altissima stagione, sebbene per valore non possa certo distinguerli. Sempre a Roma mi sono innamorata del circuito del Museo Nazionale Romano, soprattutto della sede di Palazzo Massimo, mentre suggerirei a qualsiasi visitatore dei siti di Pompei ed Ercolano di non perdere l’occasione di ammirare dipinti, statue e manufatti provenienti da quelle aree nel Museo Archeologico di Napoli; dato che ho citato un museo del centro e uno del sud, completo il tour della penisola con il Museo Egizio di Torino, nel quale ho ritrovato tutta la fascinazione di una civiltà grandiosa.

Che rapporto hai con le mostre? Oggi spesso diventano eventi mediatici molto pubblicizzati, ma alla fine di poca sostanza. Quali sono le mostre che preferisci e se vuoi fai un esempio di una in particolare che ti ha colpito.

Non sono una fanatica di questi eventi, ma se mi capita l’occasione di poterci andare la colgo al volo, perché poter ammirare dal vivo le opere d’arte mi dà molta soddisfazione; tendenzialmente non mi sposto per specificamente per una mostra, ma decido, magari, di visitare una città proprio in corrispondenza di un evento di interesse per godermeli entrambi. É vero che a volte le pubblicità gonfiano eventi di poco spessore, ma il più delle volte non sono rimasta delusa, anzi, recentemente ho molto gradito la mostra Manet. Ritorno a Venezia organizzata a Palazzo Ducale e Verso Monet, negli scorsi mesi nella mia Verona.


Se fossi il ministro dei Beni Culturali e il Presidente del Consiglio ti desse carta bianca, quale sarebbe il tuo primo provvedimento?

Una bella responsabilità! La mia passione per le discipline letterarie e umanistiche e, insieme, l’aspirazione all’insegnamento mi porterebbero a cercare un contatto costante con il ministero dell’istruzione per favorire il più possibile lo sviluppo di un’educazione culturale, potenziando anche lo studio della Storia dell’arte e la conoscenza del territorio: credo che da una buona formazione civica derivi fisiologicamente una maggior cura per l’immenso patrimonio artistico e paesaggistico del nostro Paese.

Cosa proporresti di leggere a una persona che si avvicini per la prima volta alla storia dell'arte? un testo scolastico, un saggio, una monografia...

Le letture che più mi hanno affascinata sono state quelle in cui si evidenziavano aspetti poco noti dell’arte classica, come Futuro del classico di Salvatore Settis, in cui non si parla solo di arte, ma, in generale, di ciò che la classicità può offrire nell’interpretare il presente e il futuro, e Roma. L’arte romana nel centro del potere di Ranuccio Bianchi Bandinelli.

Arriva il Diluvio Universale e tu hai la possibilità di mettere qualche opera d'arte nell'arca di Noé, quali sceglieresti?

Probabilmente salverei alcune sculture: Apollo e Dafne del Bernini, il Laocoonte dei Musei Vaticani e il Galata morente, perché di fronte a queste opere ho provato un’emozione indescrivibile.

Con quale artista (anche non più tra noi!) ti sentiresti di uscire a cena o a bere qualcosa? E perché?

D’istinto la mia preferenza andrebbe a qualche artista ottocentesco (Manet, Van Gogh o Monet), ma, dopo aver studiato le diversissime allegorie proposte per l’interpretazione di alcune opere di Botticelli e Giorgione, l’incontro con uno di loro mi aiuterebbe finalmente a capire quali di esse avessero un senso e quali no!

Oggi in TV e alla radio non c'è molta arte, e cultura in generale. Tu cosa consiglieresti di guardare (o ascoltare) al lettore di Art'esplorando? Può anche essere un programma non prettamente d'arte, ma al cui interno ci sia un approfondimento artistico. In onda ora, ma anche nel passato (ovviamente valgono anche le web-tv).

Non ho confidenza con questo genere di programmi, anche se, solitamente, i servizi dedicati all’arte e alla storia nel programma Ulisse. Il piacere della scoperta, sono molto interessanti e piacevoli.

In un ipotetico processo alla storia dell'arte tu sei la difesa, l'accusa è di inutilità e di inadeguatezza ai nostri tempi, uno spreco di tempo e di soldi. Fai un'arringa finale in sua difesa.

Se è vero che l’utile è ciò che soddisfa un bisogno e costituisce un frutto redditizio, allora non è di inutilità che dobbiamo tacciare l’arte: l’arte risponde all’innato bisogno dell’uomo ad elevarsi da ciò che è fisiologicamente necessario alla mera sopravvivenza naturale per proiettarlo nel progresso intellettuale; essa educa alla contemplazione e all’ascolto, e mai come oggi c’è la necessità di riscoprire la capacità di osservare e pensare, di produrre e riconoscere il bello e ciò che lo origina. Ma, se è al mero profitto economico che vogliamo grettamente guardare, facciamo pure, ricordando quanti milioni di persone si muovano e stacchino volentieri un biglietto alla ricerca di un godimento estetico. Che ci riferiamo a spiriti più inclini alla bellezza o ad altri legati al denaro, l’arte è tutt’altro che inutile.

Concluderei con una bella citazione sull'arte, quella che più ti rappresenta!

«L'arte non è ciò che si vede, ma ciò che consente agli altri di vedere» (Edgar Degas)

Impeccabile, come sempre, Cristina. Consiglio veramente a tutti i miei lettori di esplorare il suo blog, Athenae Noctua, da cui traspare una sincera passione per l'arte e per la cultura in generale.
Alla prossima intervista!

Se ti è piaciuto il post, aggiungimi alle tue cerchie!

2 commenti:

  1. C'è anche chi dice che la cultura sia, in effetti, tra le prime risorse economiche italiane, per quanto non sempre sfruttata al massimo. Il discorso che fai è sensatissimo, ma le due posizioni non sono contrapposte perché l'arte porta anche denaro (o dovrebbe farlo).

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