buzzoole code Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
                        

giovedì 5 febbraio 2015

Paesaggi - l'isola dei morti

Arnold Bocklin, l'isola dei morti
Come parlare di paesaggio senza fermarci ad ammirare quest'opera che molti di voi sicuramente avranno già visto?
La più famosa invenzione iconografica dello svizzero Arnold Bocklin è L'isola dei morti, che a partire dal 1880, fu realizzata in cinque versioni diverse, quattro delle quali sono giunte fino a noi.

L'isola dei morti

In tutte le versioni del dipinto, dall'impenetrabile oscurità dei flutti marini si innalzano rocce, magicamente illuminate, che si stagliano contro il tetro cielo notturno, aprendosi a semicerchio davanti allo  sguardo dell'osservatore. Nelle pareti rocciose di questo porticciolo naturale sono scavate camere sepolcrali, tra le quali si levano scuri cipressi.

Una piccola imbarcazione che trasporta una bara e una figura statuaria in piedi, avvolta in un mantello bianco quasi fosse una mummia, scivola lentamente sull'acqua condotta dal rematore. Sembra quasi di sentire il rumore dei remi e tale impressione enfatizza il silenzio che tutto avvolge, un "silenzio compositivo" che Bocklin esprime non da ultimo nell'equilibrio tra linee verticali e orizzontali.

Se ti piace il blog, metti un like alla pagina Facebook! 👇👇👌


Il basso orizzonte trasmette un'impressione di infinita ampiezza. L'uso del colore è sobrio al pari della composizione: le rocce velate di rosso che riflettono gli ultimi bagliori della sera, il bianco sinistro della figura sulla barca, le profonde tonalità blu e viola dell'acqua e del cielo, il verde scuro, quasi nero, dei cipressi.
A più riprese si è cercato di trovare un modello a cui ricondurre questa enigmatica isola: l' isola-cimitero di San Juraj a sud di Dubrovnik, Pontikonissi davanti a Corfù o l'isola di Ponza nel Golfo di Gaeta. Tuttavia, l'affascinante veduta di Bocklin non trova, nella realtà, un esatto equivalente.

I potenziali significati di questo capolavoro del simbolismo, che trascendono il messaggio principale legato alla transitorietà della vita, tutt'oggi non sono stati completamente decodificati , e magari non lo saranno mai.
Ciò risponde agli intenti della committente della prima versione, la contessa Marie Berna di Francoforte, che desiderava "un quadro per sognare", nonché dello stesso Bocklin il quale si aspettava che la composizione trasmettesse un effetto di "silenzio tale da spaventarsi sentendo bussare alla porta".

Segui la bacheca Il paesaggio di Artesplorando su Pinterest.

Continua l'esplorazione ...

Questo post fa parte di un viaggio attraverso la storia del paesaggio e dei suoi principali interpreti. Segui l'etichetta #ilpaesaggio e vedrai!

Fonti: Paesaggi, Norbert Wolf, Taschen, Colonia, 2008

2 commenti:

  1. Ricorda, all'oggi, anche l'architettura di Petra, ma non so se all'epoca era già stata scoperta, mi riferisco ai numerosi accessi nelle rocce. probabilmente è anche un unione di suggestioni classico dantesche (l'essere traghettati nell'aldilà).
    Secondo me, appunto, tutto sta nella rappresentazione del silenzio. certe volte si cercando significati complessi laddove la soluzione è la più superbamente semplice. ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero ricorda Petra, ed il silenzio è la cosa che più mi colpisce di questi dipinto :-)

      Elimina