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domenica 16 aprile 2017

Ritratto della marchesa Casati con levriero, Giovanni Boldini

Giovanni Boldini, ritratto della marchesa Casati con levriero
Giovanni Boldini è noto come il prototipo del ritrattista della cosiddetta →Belle Epoque, un artista che lavorò per una clientela prestigiosa che comprendeva personaggi come Consuelo Vanderbilt, la marchesa Luisa Casati, la celebre ballerina Cléo de Mérode e le mogli di innumerevoli uomini ricchi o blasonati che facevano la fila per farsi ritrarre dal "parigino d'Italia".
E proprio il ritratto della marchesa Casati con levriero è l'opera che avete votato di più tra quelle dell'artista ferrarese, nel sondaggio realizzato nella →community di Artesplorando su Facebook.

E che ritratto avete scelto per rappresentare Boldini! Un'opera in cui emerge tutto lo stile dell'artista che con la sua pennellata rapida e vigorosa faceva apparire le sue splendide donne più slanciate, più eleganti e più alte. In particolare, a quelle signore che stabilirono con lui un rapporto più amichevole, l'artista conferì una grande modernità, semplificando le loro fattezze, pur somiglianti, in forme grafiche spigolose e allungate. Ed è questo il caso della marchesa Casati che molto probabilmente era in un rapporto d'amicizia con il pittore.

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La marchesa Casati fu una musa e una vera e propria opera d'arte vivente, non a caso venne ritratta più volte da Boldini. Luisa Casati Stampa fu senz'altro una delle donne più eleganti della sua epoca, una femme fatale che dominò le cronache mondane parigine agli inizi del Novecento. La marchesa fu una leggenda vivente, dark lady, importante collezionista d’arte e mecenate, musa di simbolisti, fauves, futuristi e surrealisti. Tutte queste caratteristiche sono ben racchiuse in questo splendido ritratto in cui Boldini fissa sulla tela l'immagine della marchesa vestita con un elegante abito nero e accompagnata da un levriero.

Luisa Casati con, da sinistra, Paul-César Helleu e Giovanni Boldini durante
una festa in maschera nei giardini di Ca' Venier dei Leoni a Venezia nel 1913.
Il cane con la sua eleganza e con le sue forme slanciate e sinuose sembra voler fare eco alla figura della marchesa. Non mancano dettagli preziosi come il collare del levriero, l'ampio cappello alla moda o i lunghi guanti bianchi indossati dalla donna. Il connubio tra realismo, capacità di introspezione e abilità nel restituire con pochi tratti il carattere e la vitalità della Casati, sono tutte qualità che contraddistinsero l'opera matura di Giovanni Boldini.
Acuto testimone della propria epoca, l'artista riuscì a definire l'icona stessa della bellezza e dell'eleganze parigina. Ma anche in questo aspetto sta l'equivoco che purtroppo spesso accompagna le opere di Boldini. Essendo infatti stato l'interprete dell'alta società della Belle Epoque che venne spazzata via dalla Grande Guerra, Boldini venne considerato come il pittore della vanità di un'intera classe sociale ritenuta a torto decadente. A torto perché oggi possiamo dire che la società della Belle Epoque seppe dar vita a una delle stagioni più importanti della storia moderna.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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