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lunedì 12 giugno 2017

Ambasciatori, Hans Holbein il Giovane

Hans Holbein il Giovane, ambasciatori, 1533
Quest’opera è tra le più celebri della National Gallery oltre a essere un vero e proprio quadro-rebus, per la grande quantità di oggetti e di significati simbolici nascosti in esso. Il dipinto è opera di Hans Holbein il Giovane, importante pittore e incisore tedesco, attivo prima a Basilea, in Svizzera, e poi in Inghilterra alla corte di re Enrico VIII. Protagonisti della tavola dipinta sono due ricchi, istruiti e potenti giovani, vissuti nel XVI secolo. Sulla sinistra vediamo Jean de Dinteville, di 29 anni, ambasciatore francese in Inghilterra.

A destra si trova il suo amico venticinquenne Georges de Selve, vescovo di Lavaur, comune del sud della Francia, che in diverse occasioni ricoprì il ruolo di ambasciatore presso l'imperatore Ferdinando I d’Asburgo, la Repubblica di Venezia e la Santa Sede. L’immagine quindi, fissa un incontro tra due cari amici, ma è molto di più che un semplice ritratto.

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Alle spalle dei due giovani infatti, davanti a una sontuosa tenda di broccato di seta verde vediamo un alto tavolino con due ripiani su cui fanno bella mostra, libri, oggetti e strumenti. Sul ripiano superiore, che simboleggia il mondo celeste, sono collocati un globo celeste, una meridiana portatile e altri strumenti utilizzati per lo studio dei cieli e la misurazione del tempo. Tra gli oggetti del ripiano inferiore, che rappresenta il mondo terrestre, scorgiamo un liuto, un libro di inni musicali, un libro di aritmetica e un globo terrestre. I due uomini con le loro figure verticali, imponenti e riccamente abbigliate, sovrastano i due ripiani e quindi il regno celeste e quello terreno.


Alcuni dettagli potrebbero essere interpretati come riferimenti alle divisioni religiose dell’epoca: nel 1533 avvenne infatti lo scisma anglicano di Enrico VIII durante il quale la Chiesa d'Inghilterra ruppe con l'autorità papale e la Chiesa cattolica romana. La corda rotta del liuto, per esempio, può significare discordia religiosa, mentre il libro di inni può essere un appello all'armonia cristiana.
Ma la vera curiosità sta in quella strana striscia obliqua collocata sul pavimento tra le due figure. In realtà è l'immagine distorta di un teschio, così nascosto a uno sguardo poco attento, simbolo di mortalità. Se ci si sposta a destra dell'immagine la distorsione viene corretta. Si tratta di un oggetto simbolico che richiama la morte. Questi due uomini sono quindi consapevoli della loro mortalità e del fatto che la salvezza si trova attraverso Dio e la vita dopo la morte, messaggio che viene confermato dal piccolo crocifisso d'argento in alto a sinistra, seminascosto dal tendaggio.


Continua l'esplorazione


Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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